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Castello di Lispida
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Nella seconda metà del 1800 , la famiglia livornese dei conti Corinaldi, decise di intraprendere su larga scala l'attività vitivinicola da sempre praticata sulla collina di Lispida.
Ampliando le preesistenti strutture di un monastero risalente al XIII° secolo , essi edificarono l' attuale cantina, composta da nove campate , la più lunga delle quali misura 55 metri. 
Con una capacità potenziale di 30.000 ettolitri è fra le più grandi cantine storiche del Veneto.
I soffitti e i pavimenti , costruiti facendo uso di  mattoni non intonacati e di pietra locale (trachite), permettono di mantenere una temperatura inferiore ai  18 gradi anche nelle calde  giornate estive e assicurano un’umidità ottimale (80%) per la fermentazione , la conservazione e l’invecchiamento dei vini .
Nella due campate destinate a bottaia vi sono botti in rovere da 20, 30 e 50 ettolitri  , dove vengono conservati i vini rossi e bianchi per un periodo che varia da 3 a 4 anni ; al termine dell’ affinamento in botte, i vini vengono imbottigliati per affrontare un ulteriore periodo di affinamento prima della vendita.
Nella tinaia, in grandi tini da 30 e 50 ettolitri, avviene la fermentazione dei vini rossi e parte di quella dei bianchi.  A fianco si trovano le anfore in terracotta, recipienti interrati dove avviene la fermentazione e l’affinamento di “Amphora”, il primo vino italiano prodotto rispettando in modo fedele le pratiche arcaiche di vinificazione in uso presso l’antica  Roma. 

 

 
 
   
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